Le Valli da Pesca e la Semina degli Avannotti di Orata

RACCONTI DI ACQUACOLTURA

Valle da pesca Nalon a Marano Lagunare – Foto di Simone Biondin

Le Valli da Pesca e la Semina degli Avannotti di Oratadi Vittorio e Teresa NalonAzienda Associata API – Società Agricola Valle Nalon

Dalle coste della Dalmazia, passando per il Golfo di Trieste, fino a raggiungere in primavera le lagune di Grado e Marano: la migrazione spontanea degli avannotti è un viaggio che inizia da lontano. Pescatori e Vallicoltori osservando lo sviluppo di fenomeni naturali, indirizzano entrambi il loro lavoro a seconda delle stagioni. Così ogni primavera il Pescanovellante coglie l’opportunità offerta dalla laguna, trasformatasi in un ricco pascolo per gli avannotti, per raccogliere il novellame e soddisfare la domanda delle valli da pesca. Il Vallicoltore semina gli avannotti che nel tempo coltiverà portandoli a divenire pesce adulto, che poi raccoglierà. Andiamo a scoprire un po’ più nel dettaglio come interagiscono queste due attività, che ancora oggi vivono in equilibrio con la natura.

La Vallicoltura: di cosa stiamo parlando?

Prima di iniziare però, potrebbe essere utile illustrare brevemente, per chi non la conoscesse, la Vallicoltura. Si tratta di una tipologia di Acquacoltura tipica dell’Alto Adriatico, che si pratica nelle aree lagunari all’interno di ambienti confinati da un argine, le valli da pesca. Le valli vivono in simbiosi con la laguna: con la manovra delle chiaviche (paratoie verticali) si regola il flusso di marea, fondamentale per l’ossigenazione delle acque interne e per l’apporto di alimento naturale, nonché di pesce novello.

La laguna: un ricco pascolo per gli avannotti

Nell’Alto Adriatico esiste una corrente marina a supporto della migrazione dei pesci dal mare verso le lagune, che risale l’Adriatico in senso antiorario (dalle coste dalmate, fino al Golfo di Trieste per poi ridiscendere nel Golfo di Venezia e raggiungere il Po). Il novellame di branzini ed orate, che si sono riprodotti nel periodo invernale nelle acque riparate della costa orientale, si lascia trasportare da questa corrente fino ad approdare, agli inizi di primavera, alle bocche di porto delle lagune, all’interno delle quali trovano acque tiepide e abbondante alimento per crescere.

Un po’ di storia

Nelle lagune di Marano e Grado – le prime che il novellame trovava nel suo naturale trasferimento dai luoghi di nascita – vi era sovrabbondanza di oratine; nelle lagune venete vi erano decine di migliaia di ettari di valli da pesca: con lo sviluppo dei trasporti su strada queste due realtà si avvicinarono, dando origine ad un vero e proprio commercio che aveva tempi e modi ben stabiliti. I Pescatori si organizzavano in compagnie di decine di componenti e la cattura del novellame veniva fatta con la “tràta”, una rete a maglia fissa, lunga fino a centinaia di metri.

Porto di Marano Lagunare – Foto di Teresa Nalon

Per quanto riguarda la realtà di Marano Lagunare, la Cooperativa dei Pescatori indiceva un’asta pubblica rivolta agli interessati all’acquisto di tutte le oratine pescate in un determinato periodo: vinceva l’offerta più alta, purché superasse il prezzo stabilito dalla cooperativa dei pescatori che già avevano esplorato la laguna per verificare l’abbondanza o la scarsità del novellame.

La cattura e la semina delle oratine oggi

A Marano Lagunare, borgo marinaro di etnia veneta, le valli da pesca si estendono a corona alle spalle dell’abitato, che a Sud si affaccia sulla laguna. Delle venticinque valli da pesca presenti a Marano negli Anni Settanta, oggi solamente due rimangono operative perché il costo di produzione del pesce allevato nelle valli non regge la concorrenza del prodotto allevato nelle gabbie a mare. La cattura del novellame avviene in funzione della domanda delle valli dell’Alto Adriatico e i Pescatori maranesi mantengono ancora viva questa tradizione.

La conta delle oratine in Valle Nalon – Foto di Teresa Nalon

Anche quest’anno i Pescanovellanti hanno consegnato ai Vallicoltori gli avannotti di orata raccolti in laguna. Le oratine sono state trasportate dal porto di Marano fino alle valli da pesca limitrofe, dove i Vallicoltori si sono occupati di contarle pazientemente per poi immetterle all’interno dei bacini d’acqua delle valli. L’orata raggiunge la maturità – secondo il suo ritmo di crescita naturale – dopo un periodo che varia tra i 18 e i 24 mesi. In questo lasso di tempo i Vallicoltori si occuperanno della gestione di ogni partita di pesce, dal controllo del territorio alla gestione dello spazio a disposizione del pesce in funzione della sua taglia, dall’alimentazione all’ossigenazione delle acque.

Valle Nalon: la conta e la semina delle oratine – Foto di Teresa Nalon