Genetica e innovazione per il futuro della troticoltura: il progetto Resiltrout

Verona – 3 marzo 2026

Verona – Presso la sede dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) si è svolto il 3 marzo 2026 un incontro tecnico dedicato al progetto RESILTROUT, iniziativa di ricerca che punta a rafforzare la resilienza della troticoltura italiana di fronte alle sfide ambientali, sanitarie ed economiche che stanno interessando il settore.

Le sfide della troticoltura italiana tra clima e malattie

Il progetto, presentato dal Dr. Paolo Pastorino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, mira a sviluppare un modello di acquacoltura capace di adattarsi ai cambiamenti globali, integrando ricerca scientifica e attività produttiva lungo tutta la filiera.

Tra le principali criticità affrontate dal programma figurano cambiamenti climatici, crescente scarsità idrica, malattie riemergenti e la necessità di ridurre l’uso degli antibiotici negli allevamenti. Il progetto prevede attività di selezione genetica per individuare linee di trota più resistenti, insieme allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per migliorare la gestione sostenibile degli impianti e ridurre l’impatto ambientale dell’acquacoltura.

paolo pastorino

Paolo Pastorino

Dirigente Biologo presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e coordinatore del progetto RESILTROUT sulla resilienza dell’acquacoltura ai cambiamenti globali. Svolge attività di ricerca su acquacoltura, ittiopatologia ed ecotossicologia degli ambienti acquatici. È autore di oltre 170 pubblicazioni scientifiche indicizzate su Scopus/WoS (H-index=30) ed è membro dell’Editorial Board di diverse riviste internazionali. È stato Inserito nella Top 2% Scientists List (Elsevier–Stanford University) per l’anno 2025, tra i ricercatori con maggiore impatto scientifico a livello mondiale nel campo delle scienze ambientali.

Lattococcosi e PKD: le principali malattie della trota

La dott.ssa Sara Glorio Patrucco ha evidenziato l’impatto della lattococcosi e della malattia proliferativa renale (PKD) nella troticoltura, sottolineando la necessità di sviluppare nuove strategie di prevenzione, tra cui la selezione genetica.

Sara Glorio Patrucco

Sara Glorio Patrucco

Biologa. Laurea Magistrale in Biotecnologie Vegetali. Dottorato in Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari. Lavora come Ricercatrice presso la S.S. Ittiopatologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta a Torino sul Progetto “RESILTROUT – Acquacoltura resiliente ai cambiamenti globali: la ricerca a supporto della filiera troticola italiana.

Diagnosi e analisi genetiche

La dott.ssa Annalisa Cotugno ha illustrato le procedure diagnostiche utilizzate per l’identificazione dei soggetti positivi a Lactococcus garvieae, che comprendono:

  • conferma molecolare tramite PCR e sequenziamento
  • valutazione anatomopatologica
  • analisi batteriologica
Annalisa Cotugno

Annalisa Cotugno

Biologa. Laurea Magistrale in Biologia della Salute, delle Tecnologie Applicate e della Nutrizione. Lavora come Ricercatrice nel laboratorio di Ittiopatologia all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta a Torino sul Progetto “RESILTROUT – Acquacoltura resiliente ai cambiamenti globali: la ricerca a supporto della filiera troticola italiana.

Parallelamente, la dott.ssa Giorgia Zicarelli ha presentato i risultati relativi alla presenza della PKD in trota iridea, con l’obiettivo di individuare i soggetti positivi da includere negli studi genetici.

Giorgia Zicarelli

Giorgia Zicarelli

Naturalista. Laurea Magistrale in Biodiversità e Sistemi Naturali. Dottorato in Biologia Applicata e Medicina Sperimentale. Lavora come Ricercatrice presso la S.S. Ittiopatologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta sul Progetto “RESILTROUT – Acquacoltura resiliente ai cambiamenti globali: la ricerca a supporto della filiera troticola italiana.

Selezione genomica in acquacoltura

Il Prof. Paolo Ajmone Marsan, ordinario di genetica e genomica animale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha illustrato i principi della selezione genomica applicata all’acquacoltura, basata sull’analisi del DNA e dei marcatori genetici SNP.

Questi strumenti permettono di migliorare l’accuratezza dei programmi di selezione e di accelerare il progresso genetico negli allevamenti.

Paolo Ajmone Marsan

Paolo Ajmone Marsan

Professore Ordinario di Miglioramento genetico animale all’Università Cattolica di Piacenza, e direttore della Scuola di Dottorato del Sistema Agroalimentare AGRISYSTEM e del Centro di Ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattierocasearie sostenibili – CREI dell’Università Cattolica.
Da oltre trent’anni si occupa di genomica, epigenomica e trascrittomica applicate agli animali da allevamento, con focus su biodiversità, domesticazione e geni di interesse produttivo e adattativo. Ha coordinato numerosi progetti europei, è consulente FAO/IAEA e ricopre ruoli editoriali in prestigiose riviste scientifiche.

I vantaggi della genomic selection

La prof.ssa Licia Colli ha ricordato che diversi casi studio internazionali dimostrano come la selezione genomica possa portare a:

  • riduzione della mortalità fino al 40%
  • miglioramento dell’efficienza alimentare del 15%
  • progresso genetico 2–3 volte più rapido rispetto alla selezione tradizionale
Licia Colli

Licia Colli

Prof.ssa Associata in Zootecnica e Genetica all’Università Cattolica di Piacenza, dove conduce ricerche sulle applicazioni genomiche ed epigenomiche in allevamento, biodiversità e adattamento alle malattie. Membro dell’ISAG-FAO Advisory Group e del comitato esecutivo del centro BioDNA, vanta ampia esperienza nell’analisi di DNA moderno e antico. È editor per diverse riviste internazionali e ha contribuito alla stesura delle Linee guida FAO sulla caratterizzazione genomica delle risorse genetiche animali. Autrice di numerose pubblicazioni, conta oltre 5900 citazioni e un H-index di 41.

8.000 trote analizzate: il ruolo dei dati genetici

Il Dr. Marco Milanesi ha spiegato come nel progetto Resiltrout siano stati genotipizzati circa 8.000 soggetti utilizzando uno SNPchip specifico per  trota iridea che analizza oltre 57.000 marcatori SNP per campione.

Le analisi hanno consentito di identificare regioni del genoma associate alla resistenza allo stress termico, fattore sempre più importante in un contesto di cambiamenti climatici.

I risultati sono stati utilizzati per creare un indice genomico di resistenza al caldo, applicato per selezione in modo genomico i candidati riproduttori tra 5.000 possibili soggetti.

Marco Milanesi

RTD-a presso il Dipartimento DiANA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Piacenza, Italia). In precedenza, ha lavorato presso l’UNESP (Brasile) e l’Università della Tuscia (Viterbo, Italia). Ha conseguito la laurea magistrale in Produzioni animali e il dottorato di ricerca nel sistema agroalimentare (AGRISYSTEM). Le sue competenze includono le tecnologie -omiche, la bioinformatica e l’analisi dei big data, con esperienza in ML e AI, applicate all’allevamento animale, alla biodiversità e all’adattamento.

Il contributo degli allevatori

La dott.ssa Silvia Colussi e il Dr. Lucio Fariano hanno illustrato il lavoro svolto negli allevamenti, dai campionamenti sul campo all’identificazione dei riproduttori e alla gestione della riproduzione su base genomica.

La selezione genomica per lo stress termico è già in corso e la progenie ottenuta nell’autunno scorso ha oggi raggiunto un peso di circa 2 grammi.

Silvia Colussi

Biologo dirigente presso la S.S. Genetica e Genomica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e Dottoranda presso la Scuola di Dottorato per il sistema agroalimentare “Agrisystems” dell’Università Cattolica di Piacenza, con esperienza pluriennale in genetica, genomica e sistemi agroalimentari; attualmente Co-PI del programma RESILTROUT sull’acquacoltura resiliente. Ha ricoperto ruoli di responsabilità in progetti di ricerca su zoonosi, biodiversità acquatica e metodi alternativi 3R. Ha coordinato il WP2 “genetic resistance to lactococcosis” del progetto europeo SUPERTROUT finanziato da PRIMA. Autrice di numerose pubblicazioni internazionali su resistenza genetica, e patogeni ittici emergenti. Relatrice in congressi nazionali e internazionali. Competenze avanzate in analisi genomica, filogenetica e software bioinformatici. Abilità consolidate nel coordinamento di gruppi di lavoro e collaborazioni scientifiche internazionali. Guest Editor e Topical Advisor Panel Member per la rivista Animals.

Un progetto per il futuro dell’acquacoltura italiana

Il progetto Resiltrout rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra ricerca scientifica e imprese della troticoltura italiana.

Genetica, innovazione tecnologica e conoscenza scientifica diventano strumenti fondamentali per costruire un’acquacoltura più resiliente, sostenibile e competitiva.

Foto Copertina @Associazione Piscicoltori Italiani

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