Benessere dei pesci allevati: quadro normativo e prospettive per l’acquacoltura italiana

Dalla sanità alla biosicurezza, fino alla protezione animale durante trasporto e abbattimento: il welfare come nuova frontiera strategica dell’acquacoltura

Il benessere dei pesci allevati rappresenta oggi uno dei temi più rilevanti per il futuro dell’acquacoltura europea. Non si tratta soltanto di un principio etico, ma un fattore chiave che influenza direttamente la qualità dei prodotti, la sicurezza alimentare, l’impatto ambientale e la competitività aziendale.

Negli ultimi anni l’attenzione delle istituzioni europee, del mondo scientifico e dei consumatori verso il benessere animale è cresciuta in maniera significativa anche nel settore ittico. Parallelamente allo sviluppo dell’acquacoltura, è emersa infatti la necessità di approfondire gli aspetti legati alla gestione degli animali acquatici durante l’allevamento, il trasporto e l’abbattimento.

Un quadro normativo in evoluzione

A differenza di quanto avviene per molte specie terrestri, non esiste oggi una normativa europea organica e specifica dedicata esclusivamente al benessere dei pesci allevati. I pesci rientrano tuttavia nelle disposizioni generali dell’Unione Europea relative alla protezione degli animali, alla sanità animale, ai controlli ufficiali e alla sicurezza alimentare.

I principali riferimenti normativi sono:

L’approccio europeo si fonda ormai su un principio chiaro: salute animale, biosicurezza, benessere, sicurezza alimentare e salute pubblica sono aspetti strettamente collegati tra loro. Questo approccio si inserisce appieno nella visione del One Health, il modello che unisce salute umana, animale e ambientale in un unico legame di stretta interconnessione e reciproca dipendenza.

Benessere animale e biosicurezza: un legame sempre più stretto

L’entrata in vigore dell’Animal Health Law ha rafforzato il concetto di prevenzione come elemento centrale nella gestione sanitaria degli allevamenti. L’obiettivo non è soltanto controllare le malattie, ma ridurre i fattori di rischio attraverso una corretta organizzazione degli stabilimenti, il monitoraggio sanitario, la qualità dell’acqua, la gestione dello stress e la formazione degli operatori.

In questa visione, il benessere animale diventa parte integrante della sostenibilità dell’acquacoltura.

Animali allevati in condizioni corrette risultano generalmente meno esposti a problematiche sanitarie, con una conseguente riduzione dell’impiego di farmaci veterinari e una stabilizzazione delle performance produttive.

Il nodo delle specie ittiche

Uno dei principali ostacoli alla costruzione di una normativa uniforme è rappresentato dall’ampia varietà di specie allevate e dei diversi sistemi produttivi presenti in Europa.

Trota, spigola, orata, anguilla, storione, carpe o tonno presentano caratteristiche biologiche ed etologiche profondamente differenti. Anche le tecniche di allevamento possono variare notevolmente tra acquacoltura in mare, impianti a ricircolo, lagune, avannotterie e allevamenti in acqua dolce.

Questa complessità rende difficile definire parametri validi per tutte le specie e spiega perché la normativa europea si basi ancora prevalentemente su principi generali e raccomandazioni scientifiche.

Il ruolo della scienza e dell’EFSA

Negli ultimi anni l’EFSA ha prodotto numerosi pareri scientifici dedicati al benessere dei pesci allevati, affrontando temi come:

  • trasporto;
  • qualità dell’acqua;
  • densità di allevamento;
  • stress;
  • stordimento;
  • abbattimento;
  • sistemi di allevamento specie-specifici.

Particolare attenzione è stata dedicata ai metodi di stunning e killing di specie come trota iridea, spigola, orata, anguilla, carpa, tonno e rombo.

Anche l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH) ha elaborato linee guida internazionali sul welfare dei pesci durante allevamento, trasporto e macellazione, riconosciute a livello internazionale come riferimento tecnico-scientifico.

Trasporto e abbattimento: le fasi più delicate

Le fasi considerate più critiche sotto il profilo del benessere animale sono il trasporto dei pesci vivi e l’abbattimento.

Il Regolamento (CE) n. 1/2005 stabilisce principi generali per il trasporto degli animali vivi, applicabili anche ai pesci. Gli aspetti principali riguardano:

  • qualità e ossigenazione dell’acqua;
  • temperatura;
  • densità di carico;
  • riduzione dello stress durante movimentazione e scarico;
  • biosicurezza;
  • trasporto esclusivo di animali sani.

In Italia il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2019 il “Manuale per la gestione del controllo del benessere dei pesci durante il trasporto su strada”, utilizzato come riferimento operativo durante i controlli ufficiali.

Le modalità di stordimento e abbattimento degli animali sono ormai diventate questioni cruciali sia per i cittadini che per i decisori politici, riflettendo una sensibilità in forte crescita.  Il Regolamento (CE) n. 1099/2009 stabilisce il principio generale secondo cui agli animali devono essere evitati dolore, stress e sofferenze inutili durante l’uccisione. Tuttavia, per i pesci non esiste ancora un sistema analogo e dettagliato di procedure e specifiche tecniche  simile a quello previsto per molte specie terrestri.

Alcuni Paesi, come la Germania, hanno introdotto disposizioni più specifiche sullo stordimento dei pesci prima della macellazione. In altri Stati membri, compresa l’Italia, prevale ancora un approccio fondato su principi generali, buone pratiche e controlli ufficiali.

La situazione italiana

In Italia la normativa di riferimento è rappresentata principalmente dal D.Lgs. 146/2001, che recepisce la Direttiva 98/58/CE sulla protezione degli animali negli allevamenti.

Il decreto si applica anche ai pesci allevati, ma non contiene indicazioni tecniche specifiche dedicate all’acquacoltura. Parallelamente, il D.Lgs. 136/2022 ha adeguato il sistema nazionale alle disposizioni dell’Animal Health Law, rafforzando il ruolo della prevenzione, della biosicurezza e della sorveglianza sanitaria.

Un ruolo sempre più importante è attribuito alla formazione degli operatori. Il Decreto Ministeriale del 6 settembre 2023 ha definito le modalità dei programmi formativi nazionali in materia di biosicurezza, identificazione animale e gestione sanitaria negli stabilimenti.

Verso una normativa più specifica

Il quadro normativo attuale evidenzia una crescente attenzione verso il benessere dei pesci allevati, ma anche la presenza di importanti lacune regolatorie.

Oggi manca ancora una legislazione europea specifica e vincolante che definisca:

  • parametri tecnici specie-specifici;
  • indicatori misurabili di benessere;
  • standard dettagliati per trasporto, stordimento e abbattimento;
  • criteri uniformi per i controlli ufficiali.

La prospettiva futura sembra convergere verso un sistema integrato che unisce benessere e sanità animale, biosicurezza, sostenibilità e sicurezza alimentare.

L’obiettivo è creare regole scientificamente validate, tecnologicamente applicabili alle diverse specie e compatibili con le specificità dell’acquacoltura europea

Welfare come parte della sostenibilità

Il benessere dei pesci non può più essere considerato un tema separato dalla qualità  e sicurezza dei prodotti dell’acquacoltura  e dalla sostenibilità della filiera.

Il benessere in acquacoltura è oggi un elemento strategico che unisce: migliore sanità e biosicurezza, riduzione dello stress animale, crescita professionale e massima trasparenza verso il consumatore. 

In questo contesto, il tema del benessere animale  è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dell’acquacoltura italiana ed europea.

FAQ

Esiste una normativa europea specifica sul benessere dei pesci allevati?

Attualmente non esiste una normativa UE esclusivamente  dedicata ai pesci allevati, il settore è comunque  regolamentato dalle disposizioni trasversali in materia di protezione animale, trasporto, biosicurezza, sanità e  abbattimento.

Quali sono le principali norme europee applicabili all’allevamento ittico?

Tra i principali riferimenti figurano la Direttiva 98/58/CE, il Regolamento (CE) n. 1/2005, il Regolamento (CE) n. 1099/2009, l’Animal Health Law (Reg. UE 2016/429) e il Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali.

Perché il trasporto dei pesci vivi è considerato una fase delicata?

Il trasporto espone i pesci a stress dovuti principalmente a variazioni della qualità dell’acqua, carenza di ossigeno, sbalzi di temperatura e  densità di carico. Per questo la normativa europea prevede specifiche misure di protezione e biosicurezza.

Cosa si intende per biosicurezza in acquacoltura?

La biosicurezza comprende tutte le misure preventive adottate per ridurre il rischio di introduzione e diffusione di malattie negli allevamenti ittici, migliorando salute animale e sostenibilità produttiva.

Foto Copertina @Associazione Piscicoltori Italiani

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