Più trasparenza per chi mangia pesce al ristorante: API e AMA chiedono l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti nell’Ho.Re.Ca.

Roma 10 dicembre 2025

La cucina italiana è appena stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale UNESCO, un traguardo che celebra l’identità gastronomica del Paese e il valore delle sue filiere agroalimentari. Tra queste, l’acquacoltura gioca un ruolo sempre più centrale, non solo nella costruzione delle tradizioni culinarie regionali, ma anche nella capacità del sistema Italia di garantire qualità, sicurezza e sostenibilità

API e AMA chiedono maggiore trasparenza nell’Ho.Re.Ca.

Una richiesta in linea con le esigenze del consumatore

In questo contesto si inserisce l’iniziativa congiunta di API – Associazione Piscicoltori Italiani – e AMA – Associazione Mediterranea Acquacoltori, che rappresentano circa il 90% dei produttori di pesci e molluschi allevati. Le due organizzazioni hanno presentato al Ministro Lollobrigida una richiesta formale per rafforzare la trasparenza informativa nei servizi di ristorazione, proponendo di introdurre un obbligo chiaro e uniforme sull’indicazione dell’origine dei prodotti ittici serviti nell’Ho.Re.Ca.

Il ruolo della tracciabilità nella filiera ittica

La motivazione è semplice e strutturale: mentre la tracciabilità dei prodotti ittici è garantita lungo tutta la filiera fino alla ristorazione, manca ancora l’ultimo passaggio verso l’acquirente. E questo è particolarmente rilevante se si considera che oltre il 50% del consumo di pesce in Italia avviene fuori casa.

Perché l’origine del pesce nei ristoranti è un tema centrale

In un momento storico in cui il consumatore chiede sempre più trasparenza – e in cui le eccellenze italiane sono riconosciute patrimonio UNESCO – l’informazione sull’origine diventa un valore culturale prima ancora che commerciale.

Una proposta per tutelare cittadini e filiera

Verso un’informazione omogenea per tutte le filiere alimentari

Negli ultimi giorni anche il comparto delle carni bovine ha avanzato un’analoga richiesta al MASAF, chiedendo di inserire nella Coltivaitalia una norma sulla tracciabilità delle carni servite nella ristorazione. API e AMA ritengono necessario che lo stesso principio sia applicato ai prodotti ittici, garantendo così omogeneità normativa e pari tutela per tutte le filiere agroalimentari.

Il testo dell’obbligo richiesto al MASAF

La proposta presentata al Ministro è chiara:

“Gli esercenti di hotel, ristoranti, trattorie, pizzerie, bar e simili, nonché del catering, forniscano all’acquirente informazioni chiare e trasparenti sull’origine e sul metodo di produzione dei prodotti ittici somministrati.”

L’obiettivo è tutelare i cittadini, rafforzare la fiducia nelle produzioni nazionali e valorizzare il prodotto ittico allevato italiano, già oggi riconosciuto per standard di qualità e sostenibilità tra i più elevati in Europa.

API e AMA hanno ribadito al MASAF la massima disponibilità a collaborare alla definizione della norma, convinte che la trasparenza sia un elemento decisivo per sostenere un settore che contribuisce alla sicurezza alimentare del Paese e alla sua identità culturale – la stessa identità che l’UNESCO, in questi giorni, ha voluto celebrare come patrimonio dell’umanità.

Foto Copertina @Freepik

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