Concessioni Demaniali per l’Acquacoltura all’OdG della Camera

Roma – 5 ottobre 2023 – Concessioni Demaniali per l’Acquacoltura all’OdG della Camera

In settimana alla Camera dei Deputati, in sede di esame “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”, a cura dell’Onorevole Andrea Barabotti è stato inserito all’Ordine del Giorno il punto relativo alla materia di proroga delle concessioni demaniali marittime per acquacoltura.   

“Il settore dell’acquacoltura ha giocato un ruolo fondamentale nell’economia delle regioni costiere italiane e, in particolare, ha visto imprenditori del settore effettuare dal 2019 significativi investimenti, basati sulla fiducia e sulla sicurezza giuridica garantite dalle disposizioni normative che prorogavano le loro concessioni fino al 31 dicembre 2033.

Il riconoscimento della necessità di chiarezza e di stabilità per gli imprenditori del settore acquacoltura, che hanno creduto e investito nel nostro territorio, è un segnale importante da parte delle Istituzioni.  

La proroga delle concessioni demaniali rappresenta un tassello fondamentale per assicurare la certezza del diritto e per garantire che gli investimenti effettuati non vengano vanificati. È importante armonizzare le pratiche e le normative a livello nazionale, evitando disallineamenti che potrebbero creare disparità tra le diverse regionali e offrire un quadro normativo chiaro e stabile a tutti gli operatori del settore.”

L’Associazione Piscicoltori Italiani (API) – riconosciuta con D.D. n°225 del 4 luglio 2013, come Associazione nazionale delle imprese di acquacoltura con personalità giuridica, organismo professionale di categoria, ha come scopo la tutela, lo sviluppo ed il consolidamento di tutte le attività di allevamento ittico sia in acque interne che in acque marine e salmastre. Le aziende aderenti all’API rappresentano sia la piscicoltura d’acqua dolce che di acqua salmastra e marina, in vasche a terra o in mare aperto, e la vallicoltura e coprono circa il 90% delle aziende di acquacoltura presenti in Italia.

Foto Copertina @API

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