Sicurezza alimentare, benessere e sostenibilità: al via l’accordo IZSLT–API per l’acquacoltura del futuro

Roma, 4 novembre 2025

Sicurezza alimentare, benessere e sostenibilità

Roma, 4 novembre — Ricerca pubblica e filiera produttiva fanno fronte comune per costruire l’acquacoltura del futuro. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri” (IZSLT) e l’Associazione Piscicoltori Italiani (A.P.I.) hanno siglato un accordo triennale che punta a rafforzare la sicurezza sanitaria, promuovere il benessere animale e sostenere la sostenibilità delle produzioni ittiche.

L’intesa, di natura tecnico-scientifica, consolida un rapporto strutturato tra due realtà centrali per il sistema acquacoltura italiana. Il comparto che conta oltre 700 impianti e una produzione annua di 54.400 tonnellate di pesce appartenente a venti specie, per un valore economico stimato in circa 400 milioni di euro.

Quattro ambiti strategici per la ricerca e l’innovazione

L’accordo si tradurrà in una collaborazione operativa su quattro ambiti strategici: prevenzione sanitaria ed epidemiologia, diagnostica e monitoraggio delle emergenze infettive, benessere animale e biosicurezza attraverso pratiche gestionali avanzate, e supporto tecnico e formativo rivolto a imprese e operatori del settore.

Vaccini autologhi e riduzione degli antimicrobici

Un ruolo di primo piano sarà svolto dall’Officina Farmaceutica dell’IZSLT di Siena, specializzata nella produzione di vaccini autologhi per specie ittiche. L’attività permetterà di sviluppare soluzioni mirate per le principali patologie di allevamento, riducendo l’uso di antimicrobici e contribuendo alla sostenibilità complessiva della filiera.

«Questo accordo rappresenta un passo avanti concreto nella costruzione di un sistema di acquacoltura più sicuro, sostenibile e competitivo. — ha dichiarato il Commissario Straordinario dell’IZSLT, Dr. Stefano Palomba —. Lavorare insieme agli operatori del settore significa condividere conoscenze e responsabilità per garantire salute animale, qualità alimentare e tutela ambientale.»

Dal versante delle imprese, l’intesa è interpretata come un tassello chiave di una strategia di lungo periodo.

«Questo accordo si inserisce pienamente nella visione strategica del Consiglio Direttivo — ha dichiarato il Presidente dell’A.P.I., Dr. Matteo Leonardi — e rappresenta un passo importante verso una sempre più stretta integrazione tra ricerca pubblica e comparto produttivo. È un modo concreto per valorizzare le competenze scientifiche nazionali e metterle al servizio di un’acquacoltura sostenibile, moderna e resiliente, capace di garantire qualità, sicurezza e innovazione lungo tutta la filiera.»

Un modello di cooperazione pubblico-privato

L’accordo, già operativo, prevede la definizione di protocolli tecnici specifici per ciascun progetto congiunto nelle regioni Lazio e Toscana. Il primo, siglato subito dopo la firma, coinvolge anche l’Organizzazione di Produttori del Pesce (O.P.), rappresentata dal presidente Claudio Pedroni, e riguarda attività di supporto alla produzione ittica con focus su prevenzione sanitaria, formazione, diagnostica e benessere animale.

Un modello di cooperazione pubblico-privato che rafforza la capacità del settore di rispondere con tempestività alle sfide sanitarie e ambientali, ponendo le basi per una filiera più resiliente, innovativa e competitiva.

Da sinistra  Dr. Giovanni Brajon (Direttore Sanitario IZSLT) Dr. Matteo Leonardi (Presidente API). Dr.ssa Teresa Bossù (Responsabile UOC Microbiologia degli Alimenti) Dr. Stefano Palomba (Commissario Straordinario IZSLT). Dr. Claudio Pedroni (Presidente OP Del Pesce).

Foto Copertina @acquacoltura.org

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