Dal 15 al 18 giugno una delegazione dell’Associazione Piscicoltori Italiani ha visitato il Linde Innovation Center di Ålesund e gli impianti del gruppo Hofseth, approfondendo le più recenti tecnologie per l’ossigenazione, la biosicurezza e le nuove prospettive di sviluppo dell’acquacoltura.
Dal 15 al 18 giugno 2026 una delegazione dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), composta dal Presidente Matteo Leonardi, dal Vicepresidente Esecutivo con delega alla maricoltura Claudio Pedroni e dal Segretario Generale Vladimir Kvavadze, ha partecipato ad una visita tecnica in Norvegia su invito di Linde Gas Italia. Alla missione hanno preso parte anche Marco Buzzetti e Fabio Rolla di Linde Gas Italia.
La visita, organizzata presso il Linde Innovation Center di Ålesund, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle più recenti tecnologie per l’acquacoltura, con particolare riferimento ai sistemi di ossigenazione, alla biosicurezza, all’integrazione tra impianti a terra e allevamenti in mare e alle prospettive di sviluppo della maricoltura.

Fare sistema
Più ancora delle tecnologie, la vera forza del modello norvegese sembra risiedere nella capacità di fare sistema. Da decenni imprese, ricerca, istituzioni e politica condividono una visione comune dello sviluppo dell'acquacoltura, considerata una componente strategica dell'economia nazionale.
È forse questa la lezione più interessante che arriva dai fiordi: il vantaggio competitivo più difficile da replicare non è la tecnologia, ma la capacità di costruire una visione condivisa e di fare squadra lungo tutta la filiera. Un patrimonio immateriale che, insieme alle competenze e alla capacità di innovare, rappresenta uno dei principali fattori di successo del modello norvegese.
«Condividere conoscenze significa rafforzare la filiera»
«L’obiettivo di questa iniziativa era creare un’occasione di confronto diretto tra il mondo produttivo italiano e una delle realtà più avanzate dell’acquacoltura mondiale, condividendo esperienze e prospettive di sviluppo del settore». Così Marco Buzzetti, responsabile Fish Farming di Linde Gas Italia, sintetizza lo spirito che ha accompagnato la visita tecnica organizzata ad Ålesund.
«L’innovazione cresce più rapidamente quando la conoscenza viene condivisa e quando fornitori di tecnologia e imprese si percepiscono come parte della stessa filiera. Crediamo che questo approccio sia fondamentale per accompagnare lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura».

Ossigenazione: una tecnologia sempre più strategica
Dai sistemi RAS agli allevamenti in mare, la gestione dell'ossigeno sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel garantire benessere animale, biosicurezza ed efficienza produttiva. La visita al Linde Innovation Center di Ålesund ha confermato come l'ossigenazione non rappresenti più un semplice supporto alla produzione, ma una componente strategica dell'acquacoltura moderna.
L'integrazione tra sistemi di monitoraggio, tecnologie di diffusione e crescente complessità degli impianti rende infatti la disponibilità e la gestione dell'ossigeno uno degli elementi chiave per la competitività delle imprese e per lo sviluppo di modelli produttivi sempre più sostenibili.
Il Linde Innovation Center di Ålesund
Nel corso della prima giornata i partecipanti hanno visitato il Linde Innovation Center di Ålesund, centro di ricerca e sviluppo dedicato alle tecnologie per l’ossigenazione applicate all’acquacoltura. Sono state illustrate le principali soluzioni sviluppate dal gruppo, tra cui i sistemi SOLVOX destinati agli impianti a terra e agli allevamenti marini.
La delegazione italiana ha inoltre presentato le caratteristiche dell’acquacoltura italiana d’acqua dolce e della maricoltura nazionale, dando vita ad un proficuo confronto con i tecnici e i responsabili di Linde Norvegia sulle prospettive di sviluppo del comparto.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’ossigenazione, considerata oggi uno degli elementi fondamentali per garantire benessere animale, sicurezza biologica ed efficienza produttiva.

Quarantacinque anni di innovazione continua
Una delle immagini più emblematiche della missione in Norvegia è stata la storia del Linde Innovation Center for Aquaculture di Ålesund. Un percorso iniziato nei primi anni Ottanta, quando Karsten Glomset intuì le potenzialità dell'ossigenazione applicata agli allevamenti ittici, e proseguito attraverso oltre quarant'anni di ricerca, sviluppo e investimenti continui.
Più che una semplice successione di date, quella osservata ad Ålesund racconta una visione industriale di lungo periodo. Una cultura dell'innovazione che non considera la ricerca come un evento straordinario, ma come parte integrante dell'attività quotidiana e della competitività delle imprese.
La leadership tecnologica, come dimostra l'esperienza norvegese, non nasce per caso ma è il risultato di investimenti costanti, competenze specialistiche e capacità di guardare oltre l'orizzonte del breve periodo. In un settore chiamato a produrre di più con minori risorse, l'innovazione non rappresenta un punto di arrivo, ma un processo continuo che si costruisce giorno dopo giorno. Una lezione che va ben oltre i fiordi norvegesi e che riguarda da vicino anche il futuro dell'agricoltura a mare italiana.
Hofseth: dalla produzione degli avannotti all’allevamento in mare
La seconda giornata è stata dedicata alla visita degli impianti del gruppo Hofseth nello Storfjorden. La delegazione ha potuto osservare da vicino le infrastrutture di allevamento in mare e successivamente visitare il sito di Tafjord, dedicato alle attività di avannotteria e accrescimento.
La visita ha consentito di approfondire le strategie adottate per la prevenzione delle patologie, la gestione sanitaria e l’impiego delle tecnologie di supporto alla produzione. Tra gli aspetti emersi con maggiore evidenza vi è la crescente tendenza a mantenere il pesce più a lungo negli impianti a terra, prima del trasferimento nelle gabbie marine, con l’obiettivo di incrementare la biosicurezza e migliorare la resilienza degli allevamenti.

Gabbie chiuse: una delle frontiere della maricoltura norvegese
Tra le tendenze illustrate durante la visita al Linde Innovation Center di Ålesund, particolare interesse ha suscitato lo sviluppo delle cosiddette gabbie marine chiuse, considerate una delle possibili evoluzioni della maricoltura del futuro.
Questi sistemi consentono un maggiore controllo dell'ambiente di allevamento, riducono l'esposizione ai parassiti e migliorano la gestione delle acque e della biosicurezza. Pur trattandosi di tecnologie ancora in fase di diffusione, esse rappresentano una delle soluzioni più promettenti per coniugare sostenibilità, benessere animale e sviluppo della produzione.
La leadership tecnologica, come dimostra l'esperienza norvegese, non nasce per caso ma è il risultato di investimenti costanti, competenze specialistiche e capacità di guardare oltre l'orizzonte del breve periodo. In un settore chiamato a produrre di più con minori risorse, l'innovazione non rappresenta un punto di arrivo, ma un processo continuo che si costruisce giorno dopo giorno. Una lezione che va ben oltre i fiordi norvegesi e che riguarda da vicino anche il futuro dell'agricoltura a mare italiana.
Biosicurezza e prevenzione come investimento
Uno degli elementi distintivi del modello norvegese è rappresentato dall’attenzione alla prevenzione. La biosicurezza viene considerata un investimento strategico e non un semplice costo produttivo. L’integrazione tra impianti a terra e strutture marine, insieme all’impiego delle tecnologie per la gestione dell’ossigeno, rappresenta oggi uno dei principali strumenti per garantire continuità produttiva e sostenibilità economica.
La missione ha inoltre offerto l’opportunità di approfondire alcune delle principali tendenze che stanno caratterizzando l’acquacoltura mondiale, dai sistemi RAS alle nuove specie allevabili, fino alle tecnologie destinate alla maricoltura del futuro.
Foto Copertina @Linde
