Molluschicoltura

RACCONTI DI ACQUACOLTURA

Nell’Unione Europea esiste un’ampia produzione dei molluschi bivalvi (principalmente cozze, ostriche e vongole) organismi filtratori che si alimentano solo con nutrienti disponibili in natura; l’allevamento di molluschi, proprio per questo, mantiene un forte legame con il suo ambiente naturale.

A livello europeo i principali Paesi produttori di molluschi sono Spagna, Italia e Francia. L’Italia è il leader europeo nell’allevamento delle vongole veraci.

I metodi di produzione in molluschicoltura sono diversi, adattati alle esigenze locali ed alle condizioni ambientali, attenti a proteggere il benessere dei bivalvi allevati. I molluschi bivalvi occupano i livelli trofici più bassi – si nutrono filtrando il materiale nutritivo rinnovabile contenuto nelle acque – e pertanto la molluschicoltura è molto efficiente per quel che riguarda la sostenibilità energetica ed è ecologicamente sostenibile nell’uso delle risorse naturali per la produzione di proteine animali di alta qualità.

Confrontando in modo più grossolano alcuni indicatori di sostenibilità dei sistemi della produzione delle proteine animali si nota chiaramente che la molluschicoltura ha un impatto ecologico minore e fornisce servizi ecosistemici offrendo al contempo al consumatore un alimento estremamente nutriente e sostenibile.

In sintesi, i molluschi bivalvi svolgono le seguenti attività positive per l’ambiente: regolazione dei flussi di nutrienti (riduzione dell’eutrofizzazione), miglioramento della qualità dell’acqua, sequestro del carbonio da parte delle conchiglie, miglioramento della crescita di fanerogame e macroalghe.

I molluschi come le altre specie ittiche apportano benefici alla salute umana; essi rappresentano una preziosa fonte di nutrienti (proteine di alta qualità, minerali, basso contenuto lipidico e, soprattutto, un’elevata percentuale di acidi grassi polinsaturi).

Ad esempio, le linee guida dietetiche basate sugli alimenti dei Paesi Bassi raccomandano di consumare il pesce o molluschialmeno – una volta alla settimana. La porzione lipidica presente nei molluschi, come d’altronde nei pesci, comprende la categoria degli acidi grassi polinsaturi, in particolare gli acidi grassi omega-3, acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico; scientificamente è stato dimostrato che questi acidi grassi riducono il rischio di malattie cardiovascolari e hanno un effetto benefico sulla pressione sanguigna.

Gli adulti dovrebbero consumare mediamente 200 milligrammi di acidi grassi omega-3 alla settimana: raccomandazione che può essere soddisfatta mangiando almeno una porzione di pesce, compresi i molluschi, a settimana.

Pesci e molluschi rappresentano inoltre una ricca fonte di proteine animali e di importanti vitamine del gruppo B come B12 che non si trova negli alimenti vegetali.