L’API alla Commissione europea: «Servono regole più semplici e imprese più forti»

Il Presidente Matteo Leonardi ha rappresentato l’acquacoltura italiana nel dialogo promosso dal Commissario europeo Costas Kadis, portando a Bruxelles le priorità del settore: resilienza, semplificazione normativa, sanità animale, ricerca e tracciabilità.

Presidente API Matteo Leonardi

Bruxelles, 30 giugno 2026 – L’Associazione Piscicoltori Italiani (API) ha partecipato al dialogo sull’attuazione della politica europea per l’acquacoltura promosso dal Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, portando all’attenzione della Commissione le principali esigenze delle imprese italiane.

L’incontro, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, degli Stati membri e dei principali stakeholder del settore, rappresenta uno dei momenti di confronto destinati a contribuire alla futura Visione europea 2040 per la pesca e l’acquacoltura e alla valutazione della Politica Comune della Pesca.

Resilienza e competitività al centro del confronto

Nel suo intervento, il Presidente dell’API Matteo Leonardi ha indicato nella resilienza la priorità su cui costruire il futuro dell’acquacoltura europea.

«L’obiettivo deve essere quello di rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le sfide sanitarie, climatiche, ambientali ed economiche continuando a produrre cibo di qualità. Per farlo servono regole semplici, condizioni di concorrenza realmente uniformi e strumenti europei capaci di sostenere gli investimenti.»

Tra le richieste avanzate dall’API figurano la semplificazione delle procedure autorizzative, un mercato unico realmente efficace per i medicinali autorizzati con precedenza e attenzione ai vaccini, maggiori investimenti in ricerca e innovazione e criteri omogenei tra gli Stati membri, oltre che nei confronti delle produzioni extra-EU per evitare distorsioni della concorrenza, esterna ed interna.

Decisioni basate sulla scienza

L’Associazione ha inoltre richiamato l’attenzione della Commissione sulla necessità che le future politiche europee continuino a fondarsi su solide evidenze scientifiche.

Nel corso del confronto sono stati affrontati temi quali la gestione delle specie aliene, lo sviluppo dell’acquacoltura biologica e il rafforzamento della tracciabilità dei prodotti ittici, con particolare attenzione alla valorizzazione dell’origine europea anche nel canale della ristorazione.

API porta la voce degli allevatori italiani a Bruxelles

La partecipazione dell’Associazione Piscicoltori Italiani al dialogo promosso dal Commissario Kadis conferma il ruolo dell’API quale interlocutore del settore anche nei principali tavoli europei.

«Le imprese non chiedono privilegi, ma condizioni che consentano loro di competere ad armi pari. Il dialogo con la Commissione europea è fondamentale perché le esigenze degli allevatori possano tradursi in politiche efficaci e realmente aderenti alla realtà produttiva», ha concluso Leonardi.

L’API continuerà a seguire da vicino il percorso di definizione delle future politiche europee, portando nelle sedi istituzionali la voce delle imprese associate e contribuendo alla costruzione di un’acquacoltura sempre più competitiva, sostenibile e resiliente.

Foto Copertina @Freepik Company

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